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Nuove visioni del Giappone: viaggiando per musei

Partendo da Tokyo, proseguendo verso sud, nel Kyūshū, un singolare percorso attraverso tre musei nuovi di zecca, ancora poco noti al grande pubblico e che non aspettano altro che di essere scoperti.

by Giacomo Donati

Spuntano come funghi, emergendo da quell’incessante cantiere che da sempre è il Giappone, un paese che, a fianco delle vestigia che nutrono le idee un po’ romantiche che se ne hanno, si rinnova silenziosamente di continuo, con edifici sempre più innovativi e resistenti alle sollecitazioni che quasi quotidianamente lo scuotono, con forza altalenante.

Il viaggio alla scoperta di alcuni dei nuovi musei inaugurati negli ultimi anni parte da Tokyo, più precisamente dalla stazione di Harajuku, sulla Yamanote Line: uscendo, a pochi minuti di distanza, accanto al parco Yoyogi e immerso a sua volta in un piccolo bosco centenario, è stato da pochi mesi inaugurato il Meiji Jingu Museum, vale a dire il museo del santuario Meiji.

© Kawasumi

Il museo, disegnato dal famoso architetto Kengo Kuma, merita una visita in sé per la bellezza e pulizia architettonica ed espone importanti beni culturali provenienti dal santuario shitoista dedicato alle anime dell'Imperatore Mutsuhito e di sua moglie, l'Imperatrice Shōken, nonché interessanti oggetti che richiamano momenti chiave della recente storia del Giappone, inclusa la carrozza che l'imperatore Meiji utilizzò il giorno in cui firmò la Costituzione giapponese centotrent'anni fa.

© Kawasumi

Abbandonata Tokyo alle spalle, a circa 150km di distanza, alle pendici del leggendario Monte Fuji, si trova la cittadina di Fujinomiya, nella prefettura di Shizuoka: qui, come ci si può immaginare, il genio del premio Pritzker Shigeru Ban è stato chiamato a disegnare un museo interamente dedicato al Monte Fuji, il Mount Fuji World Heritage Center Shizuoka.

L’edificio, di per sé impressionante, è una rappresentazione capovolta del Monte assemblata con uno spettacolare reticolo di legno, la quale, rispecchiandosi nel pittoresco specchio d’acqua su cui si affaccia, raddoppia il proprio effetto, confondendo ulteriormente le carte in tavola in un richiamo continuo del profilo più famoso del Giappone.

All’interno, attraverso sei aree tematiche, una mostra permanente consente di simulare l’ascesa al vulcano e immerge lo spettatore in tutto ciò che il Monte Fuji, una delle tre montagne sacre, rappresenta per il Giappone, per concludersi in una sala panoramica mozzafiato, che inquadra il Monte Fuji come in una gigantesca cartolina.

L’ultima tappa ci riporta al lavoro di Kengo Kuma, e precisamente a Yufuin, nella prefettura di Ōita: qui, quasi mille chilometri più a sud, si può ammirare un piccolo ma prezioso museo di arte contemporanea, il Comico Art Museum Yufuin.

Un museo costruito su un curioso accostamento, vale a dire quello fra le opere minimaliste e contemplative del fotografo Hiroshi Sugimoto - ed in particolare sulla sua serie di scatti in bianco e nero raffiguranti gli orizzonti marini di diverse parti del mondo - e l’eclettico ed esplosivo lavoro di Takashi Murakami. Un contrasto che riassume in sé due dei molteplici estremi che si trovano esplorando il Giappone.

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