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Small Talk: Yasujirō Ozu

Pensieri sottolineati, scampoli di conversazione che raccontano in pillole alcuni aspetti di colui che è stato definito il più giapponese dei registi giapponesi

by Alberto Tamburelli

«La cosa più simile al Paradiso che io abbia mai incontrato è il cinema di Ozu» (Wim Wenders)

Un carattere non privo di asperità, che si manifestano sin da piccolo; a scuola viene ricordato soprattutto per le risse, per la precoce tendenza all'alcool e per il vezzo di tenere sul banco la foto di Pearl White (ormai dimenticata attrice del cinema muto, interprete di oltre duecento film). (Wikipedia)

«Il cinema di Ozu è un cinema gentile. Valorizza le interazioni, i rapporti naturali, il naturale elemento umano in tutti i suoi film» (Abbas Kiarostami)

Riuscì a farsi assumere come maestro nella scuola di un piccolo villaggio di montagna e che alla fine la famiglia fu costretta a riportarlo di peso a Tokyo e a pagare i debiti accumulati grazie alla sua sconfinata passione alcolica. (Wikipedia)

«Fin qui ho fatto undici film orrendi, e ho deciso di farne altri 30 perché mi rifiuto di esser sepolto se prima non ho dimostrato a me stesso che non riuscirò mai a raggiungere il tuo livello, Sig. Ozu»
(Aki Kaurismaki)

La scelta di passare alla regia non fu semplice: "Come aiuto regista potevo bere quanto mi pareva e parlare tutto il tempo. Come regista mi sarebbe toccato lavorare di continuo e stare in piedi anche la notte". (Wikipedia)

Il suo realismo ha basi minime. La preparazione della scena, il senso dello spazio e dei movimenti, esprimono una filosofia senza doverla dichiarare, raccontano piccole cose e parlano in realtà delle più grandi ma senza teorizzarle, senza mai gridarle. Ozu sapeva quel che voleva e ha detto quel che gli premeva con un rigore austero e commovente, nel malinconico trapasso delle cose e dei sentimenti, determinati non soltanto da fattori naturali e biologici. Ha trovato nella forma la sua grazia, nella misura delicatissima tra il detto e il non detto. (Goffredo Fofi)

«Mi considero un venditore di tofu» (Yasujirō Ozu)

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(*but were afraid to ask)